TEMPLUM
di Giacomo Sabatini
La mia idea è quella di ricostruire in maniera parziale con listelli d'abete da carpenteria, una parte del perimetro di muratura del tempietto gemello che si erigeva sul basamento del complesso templare e che ora non c'è più (ne è rimasta una parete laterale e una mezza di fondo). I due templi gemelli, che per quanto mi risulta avevano le dimensioni di cm 580 di larghezza per 8 e mezzo circa di profondità, erano divisi da una intercapedine. Ricostruendo soltanto l'angolo mancante della parte anteriore, si potrebbe suggerire idealmente quella che era l'interezza del volume originario del gemello perduto, secondo la rappresentazione di un negativo fotografico. Al centro della facciata, poi, andrebbe ricostruito il volume del portale identico a quello del gemello esistente, ricostruendolo con una fitta cascata di cordoncini neri (attraversabile dal pubblico) in modo di dare la possibilità reale agli spettatori, di "entrare" nel tempio mancante.
Questa rappresentazione del tempio, ricostruito invertendo il pieno dei volumi di muratura in vuoti (quello dello scheletro della porzione di parete ricostruita) e gli spazi vuoti in "pieni" (il volume nero dei fili che riproduce lo spazio aperto del portale) nasce anche un pò da quella che è il significato originario della parola templum, che prima ancora che una costruzione era uno spazio aperto, ossia uno: "spazio o circolo di osservazione nel cielo o sulla terra, che l'augure descriveva col suo lituo per osservare nell'interno del medesimo il volo degli uccelli".