ARIA CONDIZIONATA
(testo di presentazione per la personale ad Ecoteca, marzo 2005)
Nella normalizzazione di ogni spazio del nostro vivere comune, il legislatore si ritrova nella necessità di dover condizionare una sostanza immateriale come l'aria.
L'inconsistenza delle forme, resa ancora più effimera e precaria a forza di continui e sempre più veloci flussi tecnologici e culturali, pare abbia assunto, nella sua sostanziale assenza di peso, il suo carattere più evidente, tanto da esser considerata, pur nella sua immaterialità, come "oggetto" o "materia" di norma giuridica.
Il processo a cui si sta assistendo è già in atto da tempo, e la direzione intrapresa dall'evoluzione delle nuove tecnologie sembra poter ampliare il carattere immateriale che conforma il mondo dell'era digitale, spingendo l'uomo che percorre i suoi nuovi territori, più instabili e leggeri, ad adottare per sé regole e leggi sempre più rigide, come contrappeso ai liberi giochi di un tale sfarfallamento. Una forma d'arte, come riconoscimento dei vincoli normativi che ordinano il modo di essere di un mondo, non può che rappresentare quello che è uno stato fisico intimo delle cose, una loro e propria particolare modalità di essere disposte nello spazio di un mondo. Venute meno le ragioni che sostenevano la solidità una forma, l'opera d'arte così può arrivare anche a comportarsi e a funzionare come "aria", come impianto leggero e fluido che, messo a norma secondo le ultime disposizioni di legge, diventa: Aria condizionata.